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Il lamento della fanciulla prigioniera

In un borgo medioevale europeo, una rossa irlandese di 18 anni, i suoi riccioli infuocati che si nascondono lungo la schiena, si erge da sola, le sue gonne strappate e sporciziate. Il suo volto è pieno di cupidigia, eppure i suoi occhi verdi penetranti riflettono sia dolore che sfida. Le catene che la legano al pavimento si scricchiolano sotto il peso della sua disperazione. Intorno al collo si trova un solo orecchino, un fragile promemoria della vita che una volta conosceva. Le sue dita tremante si intrufolano con la spina dorata incastonata tra le cosce arrotondate, mentre le lacrime sgorgano la faccia lentiggiata e in polvere.